Museo Etnografico "Beniamino Tartaglia" di Aquilonia

Alimentazione contadina

Alla base dell’alimentazione contadina c’era una cucina semplice e robusta, fatta di ingredienti provenienti dai campi, dal bosco, dai pascoli, dai fiumi, dalla stalla e dall’orto. Si acquistavano solamente il sale, lo zucchero, il pesce conservato e pochi altri prodotti.
Cereali, legumi, patate, mais, ortaggi, uova, carne, conserva di pomodoro, miele, olio, latte, formaggio, vino e sale servivano a nutrire gente impegnata in duri lavori fisici. Sul desco non rimaneva quasi mai niente; quando qualche parte di cibo avanzava, la si riciclava o la si riscaldava per i pasti successivi.
Il granaio pieno, la pertica ben fornita, qualche botte di vino ed una giara di olio garantivano alla vita familiare sicurezza, stabilità e continuità per un anno, specie se la padrona di casa sapeva distribuire sapientemente le risorse, “regolandosi” con buon senso e giudizio.
Il pasto era costituito dal pane accompagnato o da una sola pietanza o dal companatico.
Facevano eccezione i pranzi di Natale, Capodanno, Carnevale e Pasqua; della festa del S. Patrono, di quella dell’Assunta e dell’Immacolata Concezione; e di altre poche occasioni laiche in cui si mangiava a volontà: banchetti nuziali, pranzi funebri, ammazzamento del maiale e completamento di lavori importanti come la mietitura e la copertura di una nuova costruzione.

 

Museo di Aquilonia