Museo Etnografico "Beniamino Tartaglia" di Aquilonia

Barbiere

Lavorava con abbonamento annuale: in cambio di una concordata quantità di grano da riscuotere in Agosto, radeva le barbe (1 volta alla settimana) a tutti gli adulti e tagliava i capelli (1 volta al mese) a tutti i maschi di un nucleo familiare.
Era impegnato solo il Sabato sera e la mattinata di Domenica, giorni in cui i contadini erano liberi dal lavoro dei campi.
Di solito, negli altri giorni della settimana praticava un’altra attività (o quella di calzolaio o quella di sarto). All’occorrenza, sostituendosi al medico, eseguiva salassi con una lancetta, applicava sanguisughe, cavava denti, confezionava stoppate con canapa ed albume per curare fratture e medicava ferite.
Il suo “salone” era arredato da un piano porta-attrezzi, da uno specchio a muro, da un seggiolone ruotante, da una sputacchiera di latta smaltata, destinataria degli spurghi dei clienti generalmente catarrosi, esposti com’erano a tutte le variazioni climatiche. Conteneva anche un lungo scanno a parete, su cui i contadini attendevano il loro turno chiacchierando: si parlava del procedere dell’”annata” agraria; si sentenziava con proverbi e modi di dire; si esponevano le proprie “verità”; si pettegolava passando in rassegna i fatti e gli “scandali” della settimana; si redigeva, insomma, il “giornale parlato” della vita del paese.

 

Museo di Aquilonia