Museo Etnografico "Beniamino Tartaglia" di Aquilonia

Cantina

La cantina era un punto d’incontro privilegiato per gli uomini, come per le donne lo erano la fontana, il lavatoio ed il forno pubblici. L’osteria, solitamente un localaccio sporco e fuligginoso, era anche un tramite di cultura ed un ambiente di partecipazione simbolica di antica fraternità e di comunicazione, con una funzione sociale notevole; l’unico polo laico di contatti tra adulti che in libertà potevano conoscersi e parlare tra loro.
All’osteria si andava quasi solo il sabato pomeriggio e la domenica. Vi si restava seduti per ore intere, provando il piacere del riposo fisico, con un bicchiere di vino davanti, in gruppi piú o meno numerosi. Si chiacchierava alla buona, o si discuteva animatamente; si giocava a carte, a morra ed alla “passatella”; e si cantava in coro.
Spesso il vino bevuto in misura eccessiva produceva i suoi effetti negativi su qualcuno che diventava petulante o violento. Nascevano contrasti con gli altri avventori e/o con l’oste, che si vedeva costretto a cacciare fuori gli importuni con la forza. Con la sbronza, volavano imprecazioni, bestemmie, parolacce ed urla; ed aumentava l’aggressività. L’oste era solitamente furbo e paziente, dotato di senso pratico e saggio: ascoltava molto, parlava poco, dominava le diverse situazioni con la sua sobrietà.

 

Museo di Aquilonia