Museo Etnografico "Beniamino Tartaglia" di Aquilonia

Capillaro

Commerciante girovago, percorreva strade e contrade e visitava quasi tutte le abitazioni per vendere aghi, bottoni e rocchetti di filo per cucire o ricamare, nastri multicolori, elastici, spille di sicurezza, ditali, pettini di vario genere, fermacapelli, collanine con o senza pendagli e tanti altri piccoli oggetti che servivano alle donne per confezionare indumenti o rattopparli o rimetterli in sesto, e per agghindarsi nei giorni di festa.
Girava a piedi, recando sul davanti, sostenuta da una corda o cinghia, una cassetta scoperta e divisa in tanti piccoli comparti, in ognuno dei quali facevano bella mostra di sé gli articoli che offriva, mentre da una delle fiancate pendevano varie cinture o bretelle.
In assenza di moneta circolante, cedeva la mercanzia anche in cambio di prodotti della terra; piú frequentemente, barattandola con gomitolini e matassine di capelli, tagliati, caduti o strappati dai pettini e pazientemente raccolti e conservati dalle donne durante le operazioni di autopettinatura; e che egli rivendeva ai fabbricanti di parrucche e di cappelli.

 

Museo di Aquilonia