Museo Etnografico "Beniamino Tartaglia" di Aquilonia

Infanzia

I figli erano considerati la vera ed unica ricchezza della famiglia di una volta, anche se, quando venivano al mondo, erano, sulla base del loro sesso, diversamente accolti. Pur essendo tutti destinati ad essere sin da piccoli gradualmente impegnati nei lavori domestici e nelle fatiche dei campi, i maschi venivano considerati più benevolmente delle donne: queste, giovanissime ed accompagnate da corredo e dote, avrebbero trasferito la loro forza-lavoro al servizio delle famiglie degli sposi; quelli, invece, avrebbero lavorato per sempre per la salvaguardia ed il miglioramento del patrimonio della famiglia di origine.
I bambini, a quaranta giorni dalla nascita, seguivano la madre nei campi, sistemati in culle portatili che, durante tutta la giornata, per motivi di sicurezza rimanevano sospese ad un ramo di albero di alto fusto. In un nucleo familiare patriarcale, c’era solitamente la nonna o una vecchia zia zitella che provvedeva alla custodia, all’allevamento, alla cura ed all’educazione dei piccoli.

 

Museo di Aquilonia