Museo Etnografico "Beniamino Tartaglia" di Aquilonia

Produzione del Pane

Nutrimento base dell’alimentazione delle comunità del passato, contadine e non, solo da pochi era acquistato dal fornaio o dal panettiere. Quasi in ogni famiglia lo si produceva in casa attraverso una serie di operazioni successive.
Dopo averlo accuratamente crivellato e liberato da impurità varie, il grano veniva trasformato in farina attraverso mulini di vario genere:
Prima dell’alba, dopo aver setacciato accuratamente la farina nella madia, le donne la miscelavano con acqua, sale e lievito; ne riducevano a pezzi circolari la pasta ottenuta e li mettevano a lievitare per qualche ora, avvolti in panno o protetti da una piccola coperta di lana, al caldo, accanto al focolare o nella stalla. Quando il forno raggiungeva la giusta temperatura vi si introducevano con una pala di legno le forme di pane, controllandone costantemente la cottura.
La produzione del pane, a cadenza mediamente settimanale, era un avvenimento che creava un’atmosfera ed un clima festosi; i bambini erano in attesa della pizza (che avrebbero imbottito di fettine di lardo o di ventresca) o della panella con ciccioli o semi di finocchio; tutti gioivano del profumo fragrante del pane ancora caldo e gradito piú di un dolce.

 

Museo di Aquilonia