Museo Etnografico "Beniamino Tartaglia" di Aquilonia

Scuola

Appariva come un’attività che teneva impegnati i ragazzi poco utilmente, sia perché non dava risultati immediati e tangibili di natura economica sia perché i suoi insegnamenti non servivano granché per le necessità quotidiane della vita degli adulti. C’erano dei momenti in cui in famiglia i ragazzi erano molto piú utili, o quasi indispensabili, per i lavori primaverili o autunnali, soprattutto per badare alle bestie che pascolavano. Venivano allora trattenuti in campagna, spesso con loro grande gioia, se non avevano voglia di studiare. Qualcuno apprezzava la buona riuscita dei figli negli studi ma molti la guardavano con preoccupazione, perché si temeva che essi potessero sottrarre braccia al lavoro ed impegnare la famiglia in gravosi sacrifici per la loro prosecuzione, che avveniva nei seminari della zona.
Il maestro era un dipendente dell’amministrazione locale: in cambio di uno stipendio, doveva custodire, educare ed istruire scolaresche pletoriche addensate in un’unica pluriclasse.
I ragazzi disponevano (a volte in comune) di un libro di lettura, di un sussidiario, di pennini con aste di fortuna, di inchiostro ricavato dal frutto del sambuco, di quaderni, di panierini, di una cordicella o di un elastico per legare i libri e di cartelle. Quasi tutti possedevano un piccolo contenitore di cenere per asciugare l’inchiostro dello scritto, sostituito in seguito da pezzi di carta assorbente.

 

Museo di Aquilonia