Museo Etnografico "Beniamino Tartaglia" di Aquilonia

Spaccapietre

Mestiere duro e pesante, decisamente monotono, costringeva a restare curvi ed a battere con un pesante martello su pietre di media dimensione, per ridurle a brecciame piú o meno sottile con cui pavimentare a secco i piani stradali.
Esposto a tutte le variazioni climatiche, protetto da una paglietta o da copricapi precari e di ripiego, correva costantemente il rischio di essere ferito agli occhi da inevitabili schegge o di colpire, per stanchezza, un dito della mano che teneva ferma la pietra da frantumare.
Segni inequivocabili della sua fatica erano l’ingrossamento deformante del braccio che picchiava dall’alba al tramonto e la pelle del suo viso bruciata dalla canicola o dal soffio gelido della tramontana.
Pochi minuti di intervallo, a metà giornata, per consumare il modestissimo pasto portato da casa nella gavetta e per bere qualche sorso d’acqua dalla borraccia.
Il lavoro veniva ricompensato non sul tempo impiegato ma sulla quantità di brecciame prodotto, ricavata da un’apposita misura.

 

Museo di Aquilonia